Dentro un Fab Lab non ci sono soltanto macchine e attrezzi » Intervista a Giobbi

Dentro un Fab Lab non ci sono soltanto macchine e attrezzi. Ci sono soprattutto persone in carne ed ossa, con le loro storie, i loro sogni, le loro idee. Nel Fab Lab Frosinone – Officine Giardino ci sono loro e hanno deciso di metterci la faccia. Vogliamo raccontarvi chi sono e cosa vorrebbero diventare. Quindi è la volta di Giovanni “Giobbi” Vona – Mestiere:  Interior & Industrial Designer. Noi di Sociallending, vi proponiamo una piccola intervista di qualche tempo fa col Vicepresidente e CoFounder del FabLab Frosinone.
 “Quale il tuo ruolo nel Fab Lab?  Progetto soluzioni. Per esempio, ora, mi sto dedicando alla Wearable Technology e sono quello che si occupa delle relazioni con l’esterno, nonché soprattutto di far funzionare le macchine  del laboratorio.
 Perché hai deciso di aprire un Fab Lab? Perché credo che siamo di fronte a una rivoluzione del sistema produttivo, e il Fab Lab risponde alla nuova esigenza di produzione personale e non massificata, oltre alla formazione di nuovi artigiani 2.0.
 A quale bisogno risponde, secondo te, un Fab Lab? Al bisogno delle persone di avere oggetti pensati per ognuno e non solo prodotti di massa. Alla necessità di avere un posto dove imparare, condividere, progettare e inventare in modo professionale ma con un clima rilassato.
 Cos’hai imparato finora nel Lab? Quanto è bello condividere a livello globale. Le notizie, le informazioni sui progetti, le competenze, quando non sai come risolvere un problema. Ogni giorno impari qualcosa. È la sintesi del concetto di “Open”.
 Qual pensi sia stato finora il tuo apporto più importante? Conosco molto il nostro territorio e le persone lo abitano. Questo mi ha permesso di portare molta gente a contatto con il Fab Lab. E poi amo “sporcarmi le mani” con la produzione dei modelli: il laboratorio, quello vero.
 Cosa vorresti imparare ancora? Sicuramente la programmazione di alcuni linguaggi informatici per poter imparare a realizzare sistemi complessi che mettano in relazione il web e la realtà.
 Vorresti fare nel Lab qualcosa che ancora non sei riuscito a fare?  Vorrei riempirlo di bambini. Credo che le nuove generazioni siano la cosa più importante.  E poi spesso i bambini sono più bravi degli adulti, imparano “libera-mente”.
 Qual è la tua “macchina” preferita? Mi dedico molto alla stampa 3D, anche se noi usiamo molto il saldatore per elettronica. In realtà sono innamorato della laser cut da anni.
 Cos’è, per te, l’innovazione? Andare avanti, migliorare la condizione di vita propria e degli altri. Innovazione è pensare quello che oggi non si può fare come qualcosa a cui arrivare. Ed oggi i tempi sono davvero brevi.
 Come si mette in pratica un’idea nel Fab Lab? Magari si parte davanti un bicchiere di prosecco parlando di un problema reale e poi ci si ritrova su un tavolo a lavorare sul progetto fino ad arrivare al prototipo. Avere tante persone con competenze diverse lo rende possibile.
 Quale sarà, secondo te, il futuro dei Fab Lab? Quando ci saranno abbastanza artigiani 2.0, i Fab Lab  saranno l’anello di congiunzione tra la ricerca e la vita quotidiana.
 E come vedi il futuro della produzione artigianale e industriale? Vedo male la produzione industriale, ma pronta alla rinascita quella artigianale. Dell’industria si salverà solo chi ha sempre puntato alla ricerca tecnologica avanzata, per gli altri non c’è scampo.
 Cosa vuoi che diventi il Fab Lab Frosinone?  Un centro di innovazione che dia spazio alla creatività su tutti i livelli, un luogo dove creativi e produttori di tutti i settori si possano incontrare, condividere e creare. Spero diventi il luogo dove le nostre università arrivino a un contatto reale con le persone e con le aziende.
 In quale settore vorresti portare l’innovazione che il Lab rappresenta?  Provengo dal design di interni, e sicuramente in quel campo ci son tante soluzioni da applicare.  Anche le città e la loro ottimizzazione energetica e funzionale mi attirano molto, ma forse il settore che più ho nel cuore è la mobilità.
 In che modo, secondo te, un Fab Lab può aiutare il territorio in cui vivi? Attualmente creando posti di lavoro in mestieri innovativi, offrendo servizi che non esistevano, portando le aziende locali ad utilizzare tecnologie che si stanno diffondendo nel resto del mondo. Anche le iniziative con i comuni potranno dare frutti molto interessanti.
 Credi davvero che i FabLab contribuiranno a migliorare il mondo?  Lo stiamo già migliorando. Io ora se non ho un oggetto non penso più dove lo posso comprare ma quale macchina devo accendere per averlo.”
Venite a conoscere Giovanni e tutti gli altri makers del FabLab Frosinone alla prossima Maker Faire 2016. Vi aspettiamo dal 14 ottobre !!!
Fonte Ufficiale: Social Lending

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